Porta a Porta tra obbligo e coscienza ecologica

Porta a Porta tra obbligo e coscienza ecologica

Ancora la raccolta dei rifiuti “porta a porta” non è iniziata in Mugello e già non mancano polemiche e prese di posizione critiche verso questo sistema adottato in buona parte dell’Italia e della Toscana per raggiungere livelli di differenziata elevati e superiori ai limiti oggi stabiliti dalla legge nazionale e regionale.
Tutto è migliorabile ma fino ad adesso non c’è pratica di raccolta dei rifiuti solidi urbani, diversa dal “porta a porta”, capace di superare l’80% di differenziata con vantaggi prima di tutto per l’ambiente e nel lungo periodo anche per i cittadini e l’economia.

Già oggi il limite di legge per la raccolta diffrenziata è in Italia e in Toscana superiore al 65% ( più alto di quanto prevedono le norme comunitarie) e tutti comuni del Mugello sono molto lontani da questa quota a differenza della Valdisieve.
Molti degli interrogativi avanzati per il Pap non dovrebbero avere ragion d’essere in quanto già oggi la raccolta differenziata è un obbligo di legge riportato in tutti i regolamenti comunali.
Quindi già oggi i cittadini devono obbligatoriamente differenziare i propri rifiuti nella propria abitazione per poi depositarli negli appositi contenitori stradali o consegnarli agli operatori nel caso di carta e cartone. L’unica differenza sta nel fatto che scomparendo i cassonetti stradali ( eccetto il vetro) il cittadino dovrà rispettare il calendario previsto per il ritiro della varie tipologie ( due volte la settimana per l’organico, una per carta e cartone , una per plastica e alluminio e una per l’indifferenziato). Quindi non ci sarà neppure bisogno di spostarsi con più o meno ingombranti sacchetti alla ricerca degli appositi cassonetti ma basterà depositarli nel giorno stabilito fuori della propria abitazione o del proprio condominio. Sono contenitori di varia volumetria secondo le necessità della famiglia con dispositivi antirandagismo.
L’attuale gestore del servizio in Mugello , Alia spa, ricomprende il vecchio gestore ovvero Publiambiente che nell’empolese valdelsa attua il Pap da quasi 10 anni con raccolte differenziate di quei comuni tutte sopra l’80%. E non sono pochi i comuni che per caratteristiche anche morfologiche assomigliano a quelli mugellani ( piccoli nuclei abitati e case sparse). Perchè allora non lo si è fatto anche in Mugello? Ho cercato con vari articoli in passato di rispondere a questa domanda ma cerco di riassumere le questioni.
1) Il costo piuttosto basso del servizio di smaltimento, penso a Borgo san lorenzo in particolare, avrebbe portato ad un consistente aumento della tariffa per le famiglie dati i maggiori costi derivati dalla raccolta Pap.
2) Collegata al precedente la presenza della discarica di Vigiano che fino al 2014 ha garantito l’autosufficienza per il territorio.
3) la mancanza di stazioni ecologiche indispensabili per supporto alle raccolte e per favorire il conferimento da parte dei cittadini di varie tipologie di rifiuti al di fuori della calendarizzazione decisa con le amministrazioni. Il progetto esecutivo dell’area ecologica di Rabatta era già pronto nel 2007/8 identico a quello realizzato nel 2016 solo che allora trovò la contrarietà degli artigiani ( nonostante fossero già attive stazioni simili in aree artigianali o addirittura residenziali in vari comuni della provincia) e un gruppo d’opposizione parlò addirittura di “ vocazione alla nettezza” riferendosi anche alle scelte dell’amministrazione comunale a favore di impianti di trattamento come il compostaggio (oggi da tutti ritenute indispensabili per chiudere il ciclo in modo virtuoso evitando la proliferazione di discariche e inceneritori). Oggi l’Unione europea ci impone di ridurre al 10% lo smaltimento in discarica e di tassare anche quello per incenerimento.

Al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi stabiliti nella direttiva 2008/98/CE, gli Stati membri dovrebbero avvalersi di strumenti economici e di altre misure intesi a fornire incentivi per favorire l’applicazione della gerarchia dei rifiuti che prevede, tra l’altro, tasse sul collocamento in discarica e sull’incenerimento, tasse sui rifiuti proporzionali alle quantità prodotte, l’agevolazione della donazione di prodotti alimentari e incentivi per le autorità locali, o di altri strumenti e misure adeguati.”(direttiva 851/2018).

Bisogna essere coscienti che le raccolte differenziate costano e i contributi che vengono garantiti dai vari consorzi non sono assolutamente sufficienti a coprire tali aumenti. Nel tempo però i vantaggi saranno importanti e non solo per l’ambiente ,oltre ad avere un risvolto occupazionale non certo trascurabile.
 “Il nuovo pacchetto normativo Ue sull’economia circolare impone ad esempio che entro il 31 dicembre 2025 almeno il 65% in peso dei rifiuti da imballaggio debba essere riciclato (riciclato e non differenziato, il primo è il fine mentre la raccolta differenziata porta a porta o meno è un mezzo per raggiungerlo). Uno sforzo comune che non fa bene “solo” all’ambiente ma anche alla nostra economia: come ricorda Paola Ficco sul Sole 24 Ore, grazie all’applicazione dell’intero pacchetto normativo, secondo «la Commissione europea nel 2025 il risparmio di materie prime per l’industria europea potrebbe essere di circa 400 miliardi di euro (il 14% a parità di produzione) e 12 miliardi di euro per l’Italia»(L.Aterini – Greenreport).

La raccolta differenziata è quindi un obbligo di legge e anche un obbligo morale per i cittadini che potrà avere nel tempo anche dei vantaggi economici attraverso il principio “chi inquina paga” che dovrebbe comportare un pagamento della tassa, nella sua parte variabile, in base alle quantità effettivamente avviate a smaltimento che possono essere valutate con un badge collegato al contenitore dell’indifferenziato( quindi al suo volume) che viene consegnato durante il porta a porta( se lo consegni due volte al mese invece di quattro paghi meno sulla tassa dei rifiuti). Ovviamente dovranno essere aumentati i controlli per impedire comportamenti non corretti o addirittura abbandono dei rifiuti. Per questo è importante che il sistema sia attivato in tutto il territorio per evitare l’esportazione dei rifiuti al primo cassonetto del comune confinante.

Leonardo Romagnoli

30.8.18

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