Le scuole superiori in Mugello e Valdisieve sono di buon livello.

Le scuole superiori in Mugello e Valdisieve sono di buon livello.

La Fondazione Agnelli ha reso noto da pochi giorni i dati di Eduscopio la ricerca sulle scuole superiori in Italia che vengono valutate sulla base dei risultati ottenuti dagli studenti sia nella scelta di un percorso universitario oppure lavorativo.

Il giudizio che emerge per le scuole del territorio è buono e in alcuni casi lusinghiero migliorando i dati emersi nella valutazione del 2017 per le province di Firenze e Prato (QUI).

Per quanto riguarda l’indirizzo scientifico le scuole del Mugello e Valdisieve migliorano la propria posizione con il Balducci di Pontassieve al 5° posto e il Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo al 6°. Aumentano rispettivamente di tre e una posizione e hanno dati superiori alla media regionale per gli studenti che superano il primo anno universitario (85% rispetto all 81% regionale).
Al primo posto per i Licei Scientifici si conferma il Copernico di Prato.

L’indirizzo Linguistico della scuola borghigiana migliora di una posizione la classifica del 2017 piazzandosi al 6° posto dopo il Pascoli di Firenze, mentre per l’indirizzo Tecnico-economico il Giotto Ulivi  si situa al primo posto davanti al Calamandrei di Sesto Fiorentino e al Galilei di Firenze, al 4° posto il Balducci di Pontassieve. Per questo indirizzo il il 49% si iscrive all’università e il 46% supera il primo anno contro una media regionale del 40%.

Infine per il Tecnico- tecnologico il Giotto Ulivi si conferma la 4° posto dietro il Calamandrei di Sesto , l’Istituto Agrario di Firenze e il Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli.
Questo per quanto riguarda lo sbocco universitario , ma la ricerca della Fondazione Agnelli analizza anche le scuole sotto il profilo dell’inserimento nel mondo del lavoro e anche in questo caso il giudizio per le nostre scuole è più che positivo.

Nel settore Tecnico- tecnologico il Giotto Ulivi guadagna addirittura 5 posizioni rispetto al 2017 piazzandosi al terzo posto dietro il Leonardo Da vinci di Firenze e il Balducci di Pontassieve ( che conferma l’eccellente valutazione dello scorso anno). In questo caso c’è da notare che l’indice di occupazione dei diplomati è del 52% ma con un periodo di attesa piuttosto lungo di 275 giorni. Per questi diplomati solo il 4,3% ottiene un contratto a tempo indeterminato, il 34% di apprendistato e ben il 61,7% temporaneo.

Nell’indirizzo Tecnico-economico il Giotto Ulivi scende di una posizione all’8° posto mentre il Balducci di Pontassieve migliora di due la propria portandosi al sesto posto nella graduatoria guidata dal Dagomari di Prato. Tra questi diplomati il 27% ha lavorato più di 6 mesi in due anni, l’11,4% ha un contratto a tempo indeterminato, il 42,9 come apprendista e il 45,75 solo temporaneo. Il 14% ricadono nella categoria dei neet( che non studiano e non cercano lavoro).

Passando agli istituti professionali la situazione del Chino Chini si conferma di buon livello. Nel settore industriale e Artigianale il Chino Chini conferma la prima posizione dello scorso anno davanti al Marconi di Prato con un indice di occupazione del 77% e 146 giorni di attesa. Gli occupati con contratto a tempo indeterminato sono il 16,3% , gli apprendisti il 58,1 % e quelli con lavoro temporaneo il 25,6 %. Sono dati molto confortanti oltre il 70% ha lavorato più di 6 mesi nei due anni contro una media regionale del 54,6% e infatti i neet sono solo l’8%.

Passando infine al settore professionali- servizi su cui si è investito molto in questi anni il Chino Chini scenda dal terzo al quarto posto della graduatoria comandata sempre da Saffi e Buontalenti di Firenze. Il 57% trova un’occupazione con un’attesa di 251 giorni, contratti a tempo indeterminato per l’11%, di apprendistato per il 34% e temporanei per il 54,3%. Coloro che trovano un’occupazione coerente con il proprio percorso scolastico sono il 48%, un dato in miglioramento e in linea con la tendenza regionale.
La ricerca Eudoscopio offre anche altri dati che potranno essere utili alla scuole superiori e alle amministrazioni locali per cercare di migliorare un’offerta formativa che anche in questo 2018 ha confermato di essere di buon livello.

Leonardo Romagnoli

8.11.18

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