Il Comitato Pendolari Mugello sulla situazione dei treni sul nostro territorio

Quando pochi giorni fa abbiamo detto che Trenitalia si prende gioco oltre che dei pendolari anche delle istituzioni siamo stati facili profeti. Se ne sono accorti anche loro. Benvenga allora la denuncia al Prefetto del sindaco di Borgo San Lorenzo ma la verità è che sono almeno tre anni che Trenitalia sta cercando di chiudere la biglietteria e sarebbe l’ora di affrontare il tema in maniera definitiva. L’atteggiamento dell’azienda è comunque sintomatico di chi sa di non avere niente da perdere, da una parte la debolezza e spesso il disinteresse delle istituzioni dall’altra un contratto di servizio che in questi anni ha protetto più Trenitalia che i viaggiatori. Le responsabilità di questa ennesima estate difficile per i pendolari vanno dunque divise tra tutti i soggetti. E’ così anche per la scomparsa del treno notturno, la sperimentazione promessa per sei mesi e durata due mesi e mezzo senza che nessuno si dovesse sentire in dovere di dare uno straccio di informazione. Immaginiamo che la sperimentazione non abbia avuto successo. Ma qualcuno si è chiesto perché? Da aprile a oggi cosa è stato fatto per informare l’utenza di questo servizio? Qualcuno è andato nelle scuole? Sono stati affissi manifesti? I famosi social della Regione Toscana quanto spazio hanno dedicato alla promozione del servizio? Così facendo Trenitalia ha buon gioco ad aderire a sperimentazioni che inevitabilmente falliranno. Il tutto servirà poi a dire che la Faentina non ha bisogno di essere potenziata perché con c’è utenza. Cambierà qualcosa con il nuovo contratto che lega la Regione Toscana a Trenitalia per 15 anni? Ne dubitiamo. Il promesso totale ricambio dei mezzi non inizierà prima del 2022 quando su tutta la rete toscana saranno immessi 15 treni diesel da 200 posti e altri 7 da 300. Quanti sono destinati alla Faentina? Sarebbe bene saperlo perché dopo questa mandata bisognerà aspettare fino al 2030 per vedere un treno diesel nuovo in Toscana. Per adesso trapela solo la decisione di assegnare un treno alla Valdisieve e uno nel senese. Non ci pare ci siano le premesse per la rivoluzione annunciata anche se ovviamente qualcosa in meglio cambierà. Per la Faentina si prefigurano ancora anni difficili, sicuramente fino al 2022 niente cambierà, poi si vedrà, dipenderà in parte anche dal peso che il Mugello saprà avere nel condizionare le scelte dell’Amministrazione Regionale. Altrimenti niente biglietteria, niente treni notturni e niente treni nuovi. Per quello metropolitano poi, si capisce bene, c’è da spettare una nuova vita.

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