Cantiere comunale di Borgo San Lorenzo : sarà vera giustizia?

Cantiere comunale di Borgo San Lorenzo : sarà vera giustizia?

Speravo sinceramente che  la vicenda degli operai del cantiere di Borgo San Lorenzo terminasse con l’udienza preliminare per molte ragioni di buon senso:
1) si tratta di episodi circoscritti in gran parte di  scarsa gravità e non di comportamenti abituali;
2) gli operai del cantiere hanno sempre svolto i loro compiti anche al di là delle proprie competenze come dimostrano gli stessi elogi dell’amministrazione per i danni meteo del 2015 e la piena riuscita delle manifestazioni espositive, la cura di decine di ettari di verde pubblico;
3) nell’indagine non è stata coinvolta nessuna figura dirigenziale o amministrativa come se il cantiere non fosse una struttura comunale;

4)i riferimenti all’appropriazione indebita , se non peculato,riferita a vecchi decespugliatori da mandare in discarica o a legna frutto dell’abbattimento di alberi nel territorio comunale è sinceramente ridicola;
5) vicende che potevano eventualmente  trovare una sanzione amministrativa sono state trattate  volutamente, a partire dalle stessa amministrazione,  alla stregua di gravi delitti con un’esposizione mediatica degna di miglior causa con  danno morale e materiale non trascurabile  per le persone coinvolte;
6)c’è una sproporzione evidente tra i  fatti che si vorrebbero sanzionare e il costo generale di tutta l’indagine per le casse pubbliche e anche  per gli stessi operai coinvolti;

7)è indecoroso politicamente , amministrativamente e anche giudiziariamente  che si continui a considerare il dipendente pubblico come un privilegiato da additare al rancore popolare quando rivendica una propria dignità e i propri diritti. Si alimenta un pregiudizio su alcune persone “ che vengono giudicate non per quello che realmente sono ma per la categoria alla quale appartengono”.

Evidentemente il Giudice per le udienze Preliminari ha ritenuto alcune delle prove portate dal Pm Di Gregorio sufficienti per rinviare a giudizio 15 persone su 18. Tre di loro hanno deciso di patteggiare per uscire definitivamente dal processo con condanne da 2 anni a 6 mesi. Se lo hanno fatto vuol dire che sono colpevoli? E quindi anche gli altri verranno condannati?
La giustizia italiana non funziona così come dimostra molta storia recente dove in uno stesso procedimento ci sono imputati che patteggiano e altri che vanno a processo e vengono poi assolti con formula piena. Il patteggiamento , soprattutto per chi non ha più un coinvolgimento diretto, è un modo per accorciare i tempi e riprendersi la vita di tutti i giorni uscendo da un  procedimento giudiziario che potrebbe  durare diversi anni.
Infatti la prima udienza del processo sul cantiere  è stata fissata al 5 marzo 2019, se non ci saranno ulteriori rinvii, e poi dopo il primo grado ci potrebbe essere l’appello e dopo l’appello la Cassazione.
Dove sta il vantaggio per la pubblica amministrazione e per la giustizia italiana oberata da ben più importanti indagini? Torno a ribadire il concetto della proporzionalità che dovrebbe guidare una giustizia moderna ,altrimenti ci si ritrova come  quel magistrato che ha percorso ben tre gradi di giudizio contro una persona che si era appropriata di una melanzana in un campo ( che una perizia promossa dal Pm ha valutato  del costo di 20 centesimi !) senza nemmeno che il proprietario avesse sporto denuncia.
La richiesta di condanna del pubblico ministero, udite udite, era il massimo della pena prevista per il furto: ovvero sei anni. Ed è stato necessario arrivare al secondo grado di giudizio, perché l’avvocato d’ufficio (Dio lo benedica, il patrocinio gratuito, grande istituto di civiltà) riuscisse a dimostrare che il furto non era stato consumato, facendo passare così il capo d’accusa da “furto” a “tentato furto”.Si esce da questo racconto chiedendosi come possa convivere una simile draconiana persecuzione, con la lassività che il nostro sistema giudiziario rivela in tante altre vicende: con tanti imputati assolti, graziati, condonati, prescritti. Con quelli delle case a loro insaputa, dei terremoti, degli appalti, che per prassi – quando possono permettersi sontuose difese, cioè quasi sempre – la fanno franca.(…) Forse bisognerebbe aggiungere che questo processo non è stato gratis: lo abbiamo pagato noi, con il denaro pubblico. Ha intasato le aule giudiziarie, ha ritardato altri processi, di certo meno grotteschi. Vergogna. Grandissima vergogna.(L.Telese)

Ci sarà pure un  giudice a Berlino…o a Firenze?

 

Leonardo Romagnoli

14.4.18

PS

Se verranno rispettati i tempi il processo si svolgerà in concomitanza con la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale e questa vicenda, per come è stata condotta, rischia di pesare non poco sull’esito della competizione politica.

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Buon Natale agli operai del comune

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