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Quello che qui ripropongo è un articolo già apparso sul vecchio sito della radio a maggio 2008.Le cose non sono cambiate molto.
BRETELLA INCISA – BARBERINO:molti non sanno di cosa parlano.
La nuova discussione intorno alla realizzazione di un collegamento autostradale tra Incisa e Barberino per aggirare l’area urbana di Firenze sembra non tener conto del dibattito e delle considerazioni che ormai risalgono a più di 20 anni fa. Quella che traspare , soprattutto dalle affermazioni di alcuni amministratori, è una profonda ignoranza sulla complessità del progetto che non è assolutamente giustificabile dopo le esperienze che il Mugello ha vissuto con le grandi opere , in particolare l’Alta Velocità fra Firenze e Bologna e la Variante di Valico.
Sentire parlare di “bretellina” per un’opera che rischia di costare più del Ponte sullo Stretto di Messina è ridicolo e altrettanto lo sono le solite affermazioni sulla costruzione “ ma nel rispetto dell’impatto ambientale” o più semplicemente dell’ambiente. Usare termini come “ambientalismo del Fare” non ha nessun senso perché ogni realizzazione dovrebbe corrispondere ad alcuni requisiti indispensabili:
1) sostenibilità ambientale
2) sostenibilità economica
3) utilità sociale
4) valutazione di alternative e tempi di realizzazione
Molte delle grandi opere proposte nel nostro paese non corrispondono a questi requisiti e tanto meno la Bretella Barberino – Incisa.
A suo tempo vennero individuati tre percorsi della futura autostrada ( anni 80-90 del secolo scorso):
1) Un percorso di fondovalle, con brevi gallerie ,con un impatto devastante per la Sieve e le aree agricole in tutto il territorio e in particolare nella Val di Sieve ( dove la più semplice Variante alla 67 ha incontrato e sta incontrando difficoltà notevoli)
2) Un percorso quasi interamente in galleria con poche uscite ( Tagliaferro nel comune di San Piero e S. Ansano nel comune di Borgo) per una lunghezza superiore a quella della galleria Firenzuola dell’AV.
3) Un percorso ancora in galleria ma più spostato verso l’area fiorentina tra le Croci di Calenzano – Molin del Piano – Troghi..
Nel frattempo è stata costruita l’AV ( che non era prevista nella discussione anni 80) che taglia perpendicolarmente la valle e quindi il tratto autostradale dovrebbe passare sotto il tunnel della ferrovia con costi esorbitanti. Non solo , la bretella sarebbe composta da tre gallerie: una per ogni senso di marcia ( presumibilmente a tre corsie) più la galleria di servizio ( oggi obbligatoria per le norme comunitarie).Quindi un’Alta Velocità quasi moltiplicata per due con costi che supererebbero gli 8 miliardi di euro ( L’ AV nel solo tratto Fi-Bo al termine ne costerà circa 6)., Chi è in grado di reperire un finanziamento così ingente? La società Autostrade o direttamente lo Stato ( come è avvenuto per l’AV dopo la farsa del project financing)? Tempi di realizzazione, minimo 10-15 anni con un impatto ambientale insostenibile per il Mugello: 1) i materiali dovrebbero essere reperiti in zona con creazione di cave per qualche decina di milioni di metri cubi di materiale che andrebbero ad aggiungersi alle ferite prodotte da AV, Variante e Terza Corsia. 2) lo smarino che non potrà essere riutilizzato dovrà essere messo a dimora in discariche localizzate nel territorio. 3) Verrebbero impattate le risorse idriche della ‘area Montesenario - Monte Giovi non toccata dai lavori dell’Alta Velocità ( studi più accurati permettono di capire cosa succederà ma spesso non sono in grado poi di impedirlo) Quello che vale per il Mugello si può tranquillamente trasferire alla Val di Sieve e alle aree a sud di Firenze interessate dal tracciato e che presentano molti elementi di criticità ambientale e paesaggistica forse anche più rilevanti. Tutto questo senza nemmeno valutare quelli che saranno gli effetti delle realizzazioni in atto per il potenziamento della viabilità stradale da Incisa a Bologna. Infine una considerazione che ci riconduce al problema di fondo di quale deve essere la politica dei trasporti del nostro paese in un momento così delicato dal punto di vista energetico e che lo sarà ancora di più in futuro. L’alta velocità la si è trasformata in alta capacità ( secondo me senza cambiarne la sostanza) presentandola come il potenziamento del trasporto su ferro di passeggeri e merci necessario al nostro paese e come alternativa all’insostenibile trasporto su gomma che assorbe il 25% dei nostri consumi energetici e comporta la asfaltatura e cementificazione del territorio ( oggi in Italia abbiamo 46 auto ogni km di strada e 70 mezzi ogni 100 abitanti). Le autostrade del mare come alternativa per il trasporto delle merci sono ancora in gran parte una potenzialità non sfruttata, abbiamo margini di intervento sulla rete viaria esistente e soprattutto dobbiamo scoraggiare la crescita esponenziale del trasporto su gomma di uomini e merci. E’ proprio guardando al futuro che l’idea della bretella Barberino – Incisa dimostra di rispondere a criteri che sono l’opposto di una moderna politica dei trasporti che tenga conto del territorio , dei consumi energetici e dei cambianti climatici. Emerge una visione della Provincia come area su cui scaricare le contraddizioni che la città non riesce a risolvere al proprio interno come è avvenuto in tutti questi anni per il Mugello rispetto alle necessità dell’area fiorentina.
Leonardo Romagnoli
Di Leonardo Romagnoli (04/12/2008 23.35.38, in Mugello, letto 2.250 volte)
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