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Secondo lìOcse l'Italia è tra i paesi dove la flessibilità e la possibilità di licenziare sono maggiori.. si sta discutendo del nulla
LICENZIAMENTI FALSO PROBLEMA di Luciano Gallino
C´è una realtà sotto gli occhi di milioni di italiani, che essi vedono e patiscono ogni giorno. L´industria italiana sta perdendo i pezzi. Lo dicono, più ancora che i media nazionali, che si debbono per forza concentrare sui casi più eclatanti, la miriade di Tg regionali e di giornali locali. Non ce n´è uno, da settimane, che non rechi in prima pagina l´allarme per un´impresa del luogo che sta per chiudere. Da Varese a Palermo, dal Cuneese al Friuli, da Ancona a Cagliari. Per tal via sono già scomparsi centinaia di migliaia di posti di lavoro; altrettanti rischiano di seguirli nel prossimo anno. Nessun settore sembra salvarsi. Sono in crisi l´auto (ovviamente Fiat: 550.000 vetture prodotte in Italia nel 2010, un quarto rispetto a vent´anni fa) e l´aerospazio (vari siti di Alenia); la costruzione di grandi navi, di cui l´Italia fu leader mondiale (almeno sei siti di Fincantieri) e gli elettrodomestici (Merloni di Fabriano e Nocera Umbra); la microelettronica (ST-Microelectronics a Catania) e il trasporto navale di container (Mct di Gioia Tauro); la siderurgia (Ilva a Taranto) e la chimica (Montefibre a Venezia, Petrolchimico e Vinyls a Porto Torres). Si potrebbe continuare per un paio di pagine. Sono anche crisi, tutte, accompagnate da forti perdite di posti di lavoro nell´indotto e nei servizi, poiché è pur sempre l´industria il settore da cui proviene la maggior domanda di essi. |
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Sullo stesso argomento ci sono altri articoli dello stesso Gallino nell'area blog.
E' comunque una discussione inutile e assurda in quanto nessuno ci ha chiesto di modificare l'art.18 che tutela i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti che è semplicemente un elemento di civiltà e di rispetto dei diritti delle persone. Tra l'altro l'Ocse ha certificato che l'Italia ha l'indice di flessibilità tra i più vantaggiosi per le imprese addirittura sotto la media mondiale di 2,11 con 1,77. Basti pensare che la locomotiva tedesca che nel 2011 ha incrementato l'occupazione ha un indice di 3,00 ed è uno dei paesi in cui è più diffice licenziare. Anche in Italia nel 2011 tra le aziende che hanno assuntro lavoratori oltre 2/3 sono sopra i 50 dipendenti.
Il problema non è la possibilità di licenziare che esiste già ma quella di assumere e creare lavoro.
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Di Leonardo Romagnoli (05/01/2012 11.05.03, in Italia, letto 234 volte)
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