Blog Radio Mugello

Caso Castello. Il male oscuro di Firenze

La riflessione di una fiorentina illustre ex parlamentare , ex direttore del Tirreno a ttuale animatrice dei circoli di Libertà e Giustizia


Caso Castello. Il male oscuro di Firenze

 

di Sandra Bonsanti
 

Oggi si dice Castello e si pensa al disastro politico, civile e culturale di Firenze. Tutto comincia lì, ma dove finirà, questo “tutto”?
È facile nel caos che stiamo vivendo seguire le tappe della vicenda storica, della Fondiaria, del costruttore Ligresti e della sua azienda sirena che sovrasta come un’ombra tante città italiane, spargendo cemento.
È anche abbastanza facile documentare gli atti compiuti dalle varie giunte coinvolte. Ma quello che la gente sente è che ci sia qualcos’altro di sbagliato. Un male oscuro che ha pervaso i vari livelli del governo della città, che per ora non ha un nome preciso che forse è stato anche corruzione. È reato o non è reato ciò che fino ad oggi è emerso?

I protagonisti si sentono sicuri, si difendono. Ma il ciclone rischia di trascinare con sé qualcosa di più che la buona fede o l’onestà dei singoli. Il ciclone Castello a Firenze rischia di dare un colpo fatale al futuro della città.
Quello che più ferisce è che ogni parola pronunciata dai politici coinvolti o solo chiamati in causa, prescinde da quella che dovrebbe essere l’unica preoccupazione del pubblico servitore: l’interesse della città. Il parco serve o no in quella piana destinata al cemento? C’è stata oppure no una vicinanza pericolosa tra servitori pubblici e imprese interessate? La trasparenza degli atti ufficiali è stata oppure no compromessa da intese riservate? Qualcuno ha inseguito un suo interesse privato?
Se ciò è accaduto, allora non possiamo non chiedere agli esponenti di primo piano del Pd di correre ai ripari. Il problema è tanto più grave in quanto il ciclone si è mosso nei giorni di queste Primarie cittadine. I quattro scesi in campo si divincolano tra situazioni difficili da gestire. Cioni, il più anziano, ha costruito la sua storia politica con una vicinanza ad anziani e socialmente bisognosi ma anche con relazioni importanti tra professionisti e medici della città. Conosce ogni buca della città.
Se lo costringono a dimettersi o lo cacciano dal Pd farà una sua lista civica. Renzi è nato rutelliano e ora naviga da solo, forte della sua giovane età. Pistelli ha una lunga storia di partito ed è visto come veltroniano di ferro. Daniela Lastri è nata e cresciuta nella parte più genuina della tradizione del Pci locale, ma a lei si chiede la prova che agli uomini nessuno chiede: saprà fare il sindaco? Fare il sindaco di Firenze: mio padre lo fu per un tempo breve, morì mentre era ancora a palazzo Vecchio. Per lui le chiarine suonarono l’addio più straziante.
Quando era stato eletto aveva detto solo: «Spero di non fare danni a questa città». Allora si era modesti, troppo. Diceva di esser riuscito, dopo qualche mese, ad ottenere un gran risultato: che gli assessori stessero seduti a un tavolo, diverse ore, per studiare i problemi. I problemi della città, dei cittadini. Non i problemi di Ligresti o della spartizione del potere fra correnti del Pd.




06 Dic 2008

 

da L'Unità


 

Di Leonardo Romagnoli (06/12/2008 17.37.23, in Politica, letto 2.636 volte)
Commenti (0) | Scrivi


Commenti:


Inserisci il tuo commento:

Testo (max 2000 caratteri)
Nome
e-Mail
Digita i numeri visualizzati nell'immagine sottostante
img
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.